La norma chiarisce che un ambiente confinato è uno spazio circoscritto non progettato per la presenza continuativa di un lavoratore, pur avendo dimensioni che ne consentono l'ingresso. È spesso caratterizzato da vie di accesso/uscita limitate o difficoltose e potenziale ventilazione sfavorevole. Un elemento interessante della normativa è che essa si applica utilmente anche ai cosiddetti "ambienti assimilabili": luoghi che non ricadono direttamente sotto specifiche normative di legge sugli spazi confinati, ma che, a seguito di un'analisi, presentano pericoli del tutto analoghi.
L'accesso a questi ambienti è strettamente subordinato ad alcuni requisiti fondamentali. I lavoratori devono aver ricevuto un'adeguata informazione, formazione e addestramento. Inoltre, un requisito imprescindibile è l'idoneità medica: il personale deve essere stato valutato idoneo dal Medico competente alla mansione specifica per le attività in tali ambienti.
1. Lavoratore entrante, deve:
2. Lavoratore attendente: l'operatore che resta all'esterno e vigila. I suoi requisiti e compiti prevedono:
3. Preposto: sovrintende i lavori e deve possedere, oltre ai requisiti normativi di legge, tutti i requisiti previsti per il lavoratore entrante. Deve inoltre:
4. Squadra di salvataggio I membri della squadra di emergenza devono rispettare tutti i requisiti richiesti per il lavoratore entrante. A questi si aggiunge l'obbligo di essere specificamente addestrati alle procedure di emergenza e a utilizzare i presidi e le attrezzature necessarie per le attività di soccorso e recupero.
Richiede un'analisi minuziosa che include:
Bisogna valutare i precedenti utilizzi dell'ambiente, le sostanze in esso contenute e l'eventuale diffusione di gas pericolosi originati all'esterno dell'ambiente che potrebbero penetrarvi a causa della vicinanza.
Prima di autorizzare l'ingresso, è richiesto l'isolamento dell'ambiente dal resto dell'impianto. Questo comporta separare in modo sicuro l'area di lavoro da qualsiasi fonte di energia (elettrica, idraulica, pneumatica) o materia (vapore, gas, fluidi) attraverso rigorose procedure:
Auto-soccorso: la priorità. I lavoratori devono essere addestrati a riconoscere prontamente le anomalie e uscire in modo autonomo dall'ambiente, supportati spesso da autorespiratori (APVR) in dotazione per l'auto salvamento.
La comunicazione con il lavoratore "attendente" posizionato all'esterno deve essere vocale o visiva in modo costante; se si usano ricetrasmittenti, bisogna assicurarsi che il segnale non subisca alcuna schermatura dalle pareti dello spazio confinato. L'attendente ha il divieto assoluto di svolgere altre attività che potrebbero distrarlo dal monitoraggio.
In sintesi, la norma UNI 11958:2024 rappresenta un riferimento per tutelare la salute e la sicurezza degli operatori all'interno di ambienti confinati o sospetti di inquinamento. Imponendo una rigorosa e preventiva valutazione dei rischi e l'adozione di procedure operative dettagliate, riduce drasticamente i margini di incertezza. Inoltre, la chiara definizione dei compiti per ciascuna figura coinvolta e la priorità accordata all'autosoccorso e alle manovre di salvataggio senza ingresso sanciscono un approccio preventivo moderno, indispensabile per scongiurare incidenti fatali in scenari ad alto rischio.
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